A Firenze torna “L’eredità delle donne”, il festival dedicato al contributo della donna al progresso dell’umanità

Appuntamento dal 24 al 26 novembre per la sesta edizione dell’evento dedicato al contributo della donna al progresso dell'umanità. La direzione artistica è di Serena Dandini

Dal 1945, anno in cui il Consiglio dei Ministri italiano concede per la prima volta il voto alle donne, al 1981, quello in cui è entrata in vigore la legge sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne, passando per il 1958 e la Legge Merlin, quella che contrastava lo sfruttamento della prostituzione.

Sono solo alcune delle date cucite sulla gonna indossata da una giovane figura femminile manifesto dell'edizione 2023 del festival "L’eredità delle Donne", leggi che hanno scandito l’ingresso delle donne nella vita pubblica in Italia. Quest'anno la manifestazione è dedicata dunque alle "Madri della Patria" (questo il titolo) che ne sono state protagoniste, e sarà ancora una volta Firenze a ospitarla.

Il festival torna infatti nella Manifattura Tabacchi dal 24 al 26 novembre (e anche online sul sito), con la direzione artistica di Serena Dandini. Una manifestazione nata nel 2018 che nel corso degli anni ha fatto registrare migliaia di presenze e ospitato centinaia tra scienziate, politiche, economiste, imprenditrici, attiviste, scrittrici, artiste e ambientaliste, generazioni diverse a confronto per dibattere di empowerment femminile e del ruolo che le donne hanno avuto e continuano ad avere nei diversi campi del sapere e della società.

Anche quest'anno, la tre giorni sarà scandita da incontri tematici, serate teatrali e dialoghi letterari che coinvolgono personalità di generazioni e provenienze diverse, spaziando attraverso i generi e intrecciando cultura alta e popolare. Ideato da Elastica e sviluppato da Fondazione CR Firenze e Gucci, con la co-promozione del Comune di Firenze, la direzione artistica dell'Eredità delle Donne è affidata a Serena Dandini: «Nonostante i passi avanti verso l’equità - ha detto - la violenza di genere non diminuisce. Per quante buone leggi siano state messe in campo e per quante buone intenzioni vengano dichiarate ogni giorno, la rivoluzione culturale necessaria per sconfiggere questo dramma è ancora da compiere. Così abbiamo fatto coincidere il festival con la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. È il nostro modo di abbracciare tutte le sorelle che ne sono vittime. Ma al tempo stesso dire: noi donne siamo forti. Noi non arretreremo di un solo passo».

Gli ospiti e il programma della sesta edizione

Diversi i focus su cui il festival ha deciso di portare l’attenzione e su cui l’opinione pubblica sente maggiormente l’urgenza di instaurare un tavolo di confronto, in primis il tema della violenza: la violenza di genere e violenze di ogni genere contro giovanissime e meno giovani, dentro e fuori la scuola, dentro e fuori il posto di lavoro, dentro e fuori casa, purtroppo non diminuiscono. Se ne discuterà anche con il magistrato Fabio Roia, presidente Vicario del Tribunale di Milano e autore del libro “Crimini contro le donne, politiche, leggi buone pratiche” (Franco Angeli editore), un libro destinato a tutti gli operatori che si occupano della gestione di casi di donne vittime di violenza.

L'Eredità delle donne affronterà anche i temi della guerra e della pace: lo farà assieme al Premio Nobel per la Pace 2022 Oleksandra Romantsova, già direttrice del Centro per le libertà civili di Kiev (solo durante il primo anno di guerra, Romantsova e i suoi collaboratori hanno raccolto oltre 33.000 casi potenziali di violazioni dei diritti umani, che includono crimini di guerra, crimini contro l'umanità, crimini di aggressione e genocidio) e con Donatella Di Cesare, filosofa ed editorialista. Si discuterà inoltre del tema delle migrazioni e dell'emergenza ambientale con Angelica De Vito, consulente delle Nazioni Unite su cambiamento climatico e rifugiati climatici, e con Giorgia Linardi, portavoce di Seawatch nonché consulente legale e strategica alle operazioni in mare della Ong.

Di diritti, maternità e femminismo si parlerà con Eve Ensler, scrittrice e drammaturga, fondatrice del movimento internazionale “One Billion Rising” autrice di "I monologhi della vagina" e ora di nuovo in libreria con “Reckoning”, un memoir in cui fa i conti con l’attivismo, la scrittura, il successo, le lotte globali, gli abusi, la depressione, e con Rosi Braidotti, che, a distanza di trent'anni dalla prima pubblicazione, esce con un'edizione completamente rivista e ampliata del suo "Soggetti nomadi. Corpo e differenza sessuale" (Castelvecchi), pietra miliare del pensiero filosofico femminista.

Un focus sarà poi dedicato alla situazione in Afghanistan con la partecipazione di Zarifa Ghafari, sindaca di Maidanshahr dal 2018 al 2021, oggi rifugiata in Germania, e con la prima donna ambasciatrice in Afghanistan Natalia Quintavalle. Sui temi del corpo, della salute, dell'emancipazione e della parità porteranno la loro testimonianza anche l'attrice Carolina Crescentini, la musicista Casadilego e l'attrice, autrice e conduttrice Federica Cacciola.

Non mancherà, infine, la rassegna “Mappe – Libri al festival”, un vero e proprio festival nel festival dedicato alle novità editoriali. Autrici internazionali e italiane faranno tappa a Firenze, dove si susseguiranno numerose presentazioni in anteprima nazionale.

L’Elettrice palatina: chi era Anna Maria Luisa de’ Medici

Il festival è dedicato ad Anna Maria Luisa de’ Medici, nota come l’Elettrice Palatina, la prima ‘Madre della Patria’ e Madre della Cultura Italiana ed europea ante litteram. Grazie al suo generoso contributo, è stato possibile mantenere integro l’intero patrimonio culturale e artistico della città di Firenze, rendendola lo scrigno mondiale che tutti conosciamo, ed è per questo che è stata scelta come madrina d’eccezione per L’Eredità delle Donne. Ma chi era, esattamente, Anna Maria Luisa de' Medici?

Ultima del ramo granducale dei Medici, Anna Maria Luisa è la donna cui Firenze deve gran parte del proprio patrimonio culturale e artistico. Nel 1737, infatti, nella stesura della Convenzione con Francesco Stefano di Lorena, più nota come Patto di Famiglia, l’Elettrice Paladina, come si legge nell’articolo terzo, “cede, dà, e trasferisce a Sua Altezza Reale e ai suoi successori Gran Duchi, tutti i Mobili, Effetti e Rarità [..] come Gallerie, Quadri, Statue, Biblioteche, Gioie ed altre cose preziose”, ordinando di conservare all’interno della città di Firenze e dello Stato del Gran Ducato tutto il patrimonio artistico e culturale delle collezioni medicee “per ornamento dello Stato, e per utilità del Pubblico e per attirare la curiosità dei Forestieri”.

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