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Develhope, la scuola di coding che avvicina le ragazze alla programmazione

10-02-2022
Il tasso di presenza femminile nelle professioni STEM sale al 44%, dato in contrasto con il divario retributivo di genere e la mancanza di donne ai vertici nel campo. Nell’ambito della programmazione, una scuola di coding italiana ha ideato una formula in grado di chiudere il gap riferito all'occupazione e alle competenze digitali

L’Italia è sul podio dei Paesi europei in fatto di convergenza tra donne, ricerca scientifica e discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics). Come emerge dal report Gender in research di Elsevier, con una presenza femminile al 44%, in Italia la chiusura del divario di genere nel settore sembra sempre più vicina. Gli ultimi mesi, infatti, hanno delineato un nuovo assetto che vede lo stivale preceduto dal Portogallo, con una percentuale di partecipazione al 48%. Il dato è superiore alla media europea, stabile al 39%, ma in collisione con due illeciti sociali che non mostrano migliorie: il gender pay gap nelle professioni STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), con uno scarto di retribuzione del 7%, e la mancanza di donne ai vertici nel campo, ferma all’80%.

Donne e STEM in Italia: l’istruzione traina il cambiamento

Nonostante l’interesse femminile nei confronti delle materie scientifiche sia in crescita del 3,5% per ingegneria e del 16% per informatica, solo una matricola STEM su sei è donna. L’eliminazione del divario di genere nel campo potrebbe favorire la creazione di 1,2 milioni di posti di lavoro entro il 2050 che, con un investimento di 48,7 miliardi di euro – in arrivo dal Pnrr (Piano nazionale di ripresa resilienza) per finanziare l’innovazione – dovranno colmare lo skill mismatch riferito alle materie in questione, ossia il disallineamento tra le competenze cercate dai datori di lavoro e le competenze possedute dai lavoratori.

Le professioni del mondo del coding sono sempre più diversificate e in continua evoluzione: Web Developer,  App Developer e Blockchain Developer sono solo alcune tra le figure richieste. In occasione della Giornata Internazionale per le Donne e le Ragazze nella Scienza istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2015 per togliere i freni alle carriere femminili, abbiamo intervistato Massimiliano Costa, CEO e founder di Devel(h)ope, scuola di coding che vuole avvicinare le ragazze alla programmazione.

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Massimiliano Costa, CEO e founder di Develhope

Come, perché e quando nasce Develhope?

Guidando ShareTheMeal, l’app del World Food Programme premiata da Tim Cook di Apple come Best of 2020, mi sono accorto della mancanza di developer. Ho fondato Develhope a Palermo insieme a Alessandro Balsamo e Sasa Sekulic con l’obiettivo di combattere il divario occupazionale italiano, formando e offrendo al mercato una categoria tanto ricercata quanto rara: i developer. Da qui il nome, Devel(h)ope, con una nota di speranza per le ragazze e i ragazzi, che adesso, anche a causa della pandemia, si confrontano con un mondo lavorativo incerto. Però una certezza la possiamo dare: il mondo ha bisogno di molti più developer rispetto a quelli che ci sono adesso

In cosa consiste la proposta di Develhope e quali opportunità offre alle donne che vi aderiscono?

Develhope offre corsi per software developer e si paga solo se e quando si trova lavoro. Il modello è inclusivo e flessibile (gestisci tu la tua giornata), ma è incredibilmente intenso perché in sei mesi permette di acquisire le competenze necessarie a svolgere una professione molto richiesta, senza il pre-requisito di avere già basi teoriche o background accademico a riguardo. 

Quante donne hanno trovato lavoro dopo aver frequentato i vostri corsi?

Abbiamo notato che negli ultimi mesi è cresciuto moltissimo l’interesse nei nostri corsi da parte delle ragazze, e di questo siamo felicissimi. Infatti i dati del 2021 sono ottimi: siamo orgogliosi di poter dire che il 90% delle ragazze formate è già inserito in azienda o in fase di colloquio. Ci auguriamo che nelle classi che partiranno nel 2022 siano sempre più formate da ragazze.

Qual è il profilo tipo delle donne che si avvicinano a Develhope?

Non c’è un profilo tipo, il nostro corso è aperto a tutte le persone, uomini e donne, che vogliono avvicinarsi alla programmazione e imparare un mestiere. Per accedere alla Scuola sono richieste delle conoscenze di base di programmazione, e tanta passione, ma per chi desidera frequentare i corsi e non avesse le basi minime può comunque partire da zero (quindi senza alcuna conoscenza pregressa) iscrivendosi ai pre-corsi totalmente gratuiti. Senza ombra di dubbio le ragazze hanno un forte entusiasmo, spinte dalla voglia di imparare e crescere professionalmente in questi ruoli.

Chi vi ha sostenuti ad oggi?

In primis i nostri investitori o, visto che siamo in tema, sarebbe meglio dire investitrici perché il Fondo Nazionale per l’Innovazione è guidato da Francesca Bria e CDP Venture Capital Fondo Italia II da Francesca Ottier. Oltre a loro, un sostegno fondamentale è arrivato da una rete incredibile di professionisti del settore tech che, appassionati dalla nostra mission, ci hanno aiutato con skill, network e consigli. Questo supporto non ha prezzo e a tutti loro va il nostro costante grazie. 

Il modello da voi proposto potrebbe diventare scalabile?

Certamente! I nostri corsi sono full remote e gestiti da una nostra piattaforma che ci permette di automatizzare molte delle operations di una scuola. Secondo recenti stime, nel 2025 serviranno al mondo 98 milioni di nuovi developer: l’Italia sicuramente si colloca nelle ultime posizioni per quanto riguarda il digital gap ma anche altri paesi europei hanno bisogno di trovare queste figure, ma soprattutto trattenerle in azienda. Ora siamo molto concentrati a sviluppare al meglio il nostro progetto in Italia, partendo dal Sud, che secondo i dati Eurostat, presenta una disoccupazione giovanile pari al 50%, ma non sappiamo cosa ci aspetterà in futuro.

Perché, nonostante i più recenti segnali positivi a riguardo, la distanza tra le donne e la programmazione permane?

Distanza a priori non c’è, anzi, Ada Lovelace è considerata la prima software developer della storia. Il gap nelle materie STEM è frutto di modelli culturali e sociali radicati nel passato, ma cambia la società e il modo in cui la tecnologia è percepita. Speriamo che tra pochissimi anni questo divario sia solo un brutto ricordo. Abbiamo fondato Develhope nel 2019 con l’obiettivo di colmare il gap occupazionale e per supportare la gender equality, questo perché tra le nostre missioni c’è anche quella di avvicinare la ragazze alla programmazione per scardinare il pregiudizio secondo cui la programmazione sia solo “roba da uomini”. 

In che modo conoscere il coding può contribuire concretamente al raggiungimento della parità di genere? 

Conoscere coding e tecnologia può essere nel breve periodo un modo per raggiungere l’indipendenza economica, nel lungo un modo per fare carriera. Oggi, la maggior parte dei CEO, conosce bene l’inglese: l’obiettivo è che, nel 2030, abbiano anche le basi di coding e un’istruzione digitale più avanzata. 

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