Good News/Bad News: le notizie dal mondo sui diritti civili di marzo 2023

Nuova puntata della rubrica mensile sui diritti civili. A marzo si parla di riconoscimento di famiglie omogenitoriali e matrimoni tra persone dello stesso sesso, ma anche di congedo mestruale e leggi che censurano spettacoli drag

Le famiglie omogenitoriali riconosciute sui moduli di iscrizione alle scuole di Roma

Le famiglie omogenitoriali potranno identificarsi come tali sui moduli di iscrizione dei figli alle scuole romane. A partire da quest’anno le famiglie costituite da due mamme o due papà possono qualificarsi come tali autodichiarando la relativa sentenza o l’atto di iscrizione o trascrizione anagrafica che lo certifichi. Nonostante le molte richieste da parte delle associazioni impegnate sul tema, finora per i genitori era impossibile barrare due volte la voce “madre” o “padre” nel modulo di iscrizione online, e le famiglie omogenitoriali erano costrette di fatto a omettere la propria reale composizione

Ad annunciarlo Claudia Pratelli, assessora alla Scuola, Lavoro e Formazione, insieme la collega alle Politiche della Sicurezza, Attività produttive e Pari opportunità, Monica Lucarelli assessora, e a Marilena Grassadonia, responsabile dell’Ufficio LGBT+ di Roma Capitale: «Un atto dovuto – hanno fatto sapere dal Campidoglio – ma importante per riconoscere dignità e diritti a tutte le famiglie».

Una proposta di legge per riconoscere il congedo mestruale anche in Italia

Se in Spagna si celebra l’approvazione della “riforma spagnola”, un pacchetto di norme a tutela dei diritti delle donne e della comunità LGBTQIA+ destinata a fare la storia, in Italia si dibatte della possibilità di introdurre il congedo mestruale, uno dei cardini della riforma appena citata. 

La proposta di legge è stata presentata dall’alleanza Verdi-Sinistra su iniziativa delle deputate e dei deputati Piccolotti, Zanella, Bonelli, Borrelli, Dori, Evi, Fratoianni, Ghirra, Grimaldi, Mari e Zaratti. L’idea è prevedere due giorni di assenza giustificata per le studentesse che soffrono di dismenorrea e due giorni di assenza retribuita per andare incontro alle lavoratrici che soffrono di mestruazioni dolorose e invalidanti, con entrambi i casi certificati da un medico. A questo si aggiunge anche la proposta di distribuzione di contraccettivi ormonali gratis in farmacia dietro prescrizione.

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Posted by Sinistra Italiana on Tuesday, February 21, 2023

«Una proposta di civiltà, già realtà in diversi paesi del mondo e, dal 16 febbraio, anche in Spagna – hanno fatto sapere i proponenti – Vogliamo sfidare il governo Meloni, il primo guidato da una Presidente donna, che ha speso fiumi di retorica sui diritti delle donne senza però mai fare nulla di concreto».

In attesa della legge, intanto, sono le singole realtà a muoversi in questo senso. A colpire, a inizio anno, era stato il liceo Nervi Severini di Ravenna, che aveva appunto introdotto la possibilità per le studentesse di chiedere due giorni al mese di assenza giustificata per ciclo in presenza di certificato medico.

Nuovi regole per separazioni e divorzi 

Il 28 febbraio è entrata in vigore in Italia la riforma del Codice Civile dell’ex ministra della Giustizia, Marta Cartabia, su separazione e divorzio. Obiettivo, rendere l’iter più semplice consentendo di chiedere entrambi insieme con un unico atto e tempi più brevi: massimo 90 giorni per la prima udienza, un unico canale di giudizio senza il passaggio davanti al presidente e poi al giudice istruttore. Il divorzio dovrà comunque essere finalizzato dal passaggio in giudicato della sentenza di separazione, e basarsi sulla cessazione ininterrotta della convivenza tra i coniugi.

Al giudice dovrà inoltre essere fornito un piano genitoriale, in cui vanno elencate le attività quotidiane che impegnano i minori così da prendere le migliori decisioni su affidamento e diritto di visita. Se un genitore non dovesse rispettare il piano, o omettere dettagli sulla sua situazione patrimoniale ed economica, potrebbe essere sanzionato direttamente dal giudice.

Corea del Sud, riconosciuti per la prima volta i diritti delle coppie omosessuali

Spostandoci dai confini nazionali, in Corea del Sud un tribunale ha riconosciuto per la prima volta formalmente i diritti di una coppia dello stesso sesso. La storica sentenza è stata emessa dopo che So Seong-wook ha fatto causa alla compagnia sud coreana National Health Insurance Service (NHIS) per l’esclusione del suo partner, Kim Yongmin, dal suo piano assicurativo.

L’Alta Corte di Seoul ha stabilito che l’ente è invece tenuto a garantire la copertura anche al coniuge di un cliente. In Corea del Sud il il matrimonio tra persone dello stesso sesso non è riconosciuto, e la decisione dei giudici ha riscosso l’approvazione delle associazioni che si battono per la tutela dei diritti della comunità LGBTQIA+. La compagnia assicurativa ha però annunciato l’intenzione di impugnare la sentenza davanti alla Corte Suprema.

Il Tennessee vieta gli spettacoli drag

Ai passi avanti in termini di tutela dei diritti si accompagnano, purtroppo, anche passi indietro. È il caso del Tennessee, che ha approvato una legge che vieta qualsiasi spettacolo di drag in luoghi pubblici, con l’unica eccezione dei locali chiusi. 

La legge, proposta dal deputato Chris Todd, identifica gli «imitatori maschili e femminili» come «cabarettisti per adulti», equiparandoli agli spogliarellisti e facendoli dunque rientrare nei casi puniti dalla legge sugli atti osceni in luogo pubblico, considerandoli «dannosi per i minori».

L’approvazione arriva dopo le numerose polemiche sugli show di drag queen e drag king negli Stati Uniti, e Todd è lo stesso deputato ad avere impedito lo show della parata del Pride a Jackson, lo scorso ottobre, parlando di «spazzatura» e «manipolazione dei bambini». Per diventare effettiva la legge dovrà essere ratificata, ma la preoccupazione nella comunità transgender è alta, soprattutto perché il Tennessee sta legiferando anche su diverse misure relative all’assistenza sanitaria trans, anche per gli adolescenti trans. Martedì a Nashville è stata organizzata una manifestazione per sostenere la comunità LGBTQIA+ e mostrare pubblicamente opposizione alla legge.

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