Il sacro cerchio della sorellanza: il potere delle energie femminili

03-08-2022
Laura Libbi
La simbologia del cerchio è antichissima e rimanda ai concetti ampi di unione, pienezza e integrità, mescolati con un forte senso di comunità. Proprio a partire dal valore simbolico del cerchio, proliferano laboratori e gruppi che lavorano sulla crescita personale attraverso esperienze di condivisione fra donne. Hanno vari nomi e forme, ma sono accomunati dalla volontà inclusiva e consapevole di prendersi cura di sé e delle altre

Si parla sempre più spesso dei cerchi della sorellanza: si tratta di incontri a cadenza settimanale, mensile, oppure che durano più giorni e che comprendono il viaggio verso una meta comune, in cui gruppi di persone che si identificano come donne si riuniscono e condividono le proprie esperienze. Il tutto, rigorosamente sedute in cerchio.

La simbologia del cerchio

Il circolo è da sempre un modo naturale di riunirsi per conversare, perché ha il vantaggio di non instaurare alcuna gerarchia tra i partecipanti. In cerchio ci si può guardare negli occhi, ascoltare e includere tutte le voci con un senso di uguaglianza. È studiato: la pratica del cerchio spesso porta a opzioni più creative, decisioni più sagge e azioni più chiare. Christina Baldwin e Ann Linnea, autrici del libro The Circle Way: A Leader in Every Chair, hanno notato che mettere le persone in cerchio crea un campo di apprendimento dinamico, indipendentemente dall'argomento, e cambia i toni e le modalità della conversazione.

Parlare a un uditorio da un podio, ad esempio, è un modo di veicolare un messaggio, mentre nel cerchio si mette lo scopo al centro e si garantisce l’ascolto a ogni partecipante che offre il proprio contributo

In realtà, i circoli femminili risalgono alla preistoria: le nostre antenate si riunivano intorno al fuoco in un cerchio, che definiva lo spazio fisico con un senso comune di sostentamento e con un centro illuminato che garantiva cibo, calore e difesa. Era un luogo dove condividere storie, cucinare i pasti, onorare le divinità e danzare. Ben presto, il cerchio è diventato lo strumento di progettazione dell’ordine sociale.

Il cerchio ha un valore rituale antichissimo
Il cerchio ha un valore rituale antichissimo

Incontri del genere si sono tenuti per migliaia di anni: le tende rosse e le logge lunari erano spazi sacri per connettersi, soprattutto durante le mestruazioni, e per questo avevano carattere ciclico. Alcuni gruppi religiosi, come i pagani e i cristiani celtici del V e VI secolo, si univano ai circoli femminili.

«Questo rituale delle donne che si riuniscono è universale ed è praticato in tante culture e fedi diverse», sottolinea Sarah Waxman, fondatrice di At The Well, una rete che aiuta le donne a creare i propri circoli per Rosh Chodesh, il tradizionale incontro ebraico per la luna nuova.

Di recente, ci si è chiesti come il cerchio potesse essere reintrodotto nei contesti tradizionali e nel frattempo il suo utilizzo è comparso nei salotti, negli studi di yoga, e nei festival di tutto il mondo:

Instagram registra oltre 190.000 post con l’hashtag #womenscircle

Uno spazio libero da giudizi

Un cerchio è uno spazio di auto-riflessione e di riposo, libero da giudizi. Le partecipanti possono condividere le loro storie, riposare e trarre forza dallo stare insieme e dal sostenersi a vicenda. Le riunioni sono solitamente aperte da una persona che incoraggia il gruppo a connettersi come una sorellanza e a condividere la propria saggezza e le proprie esperienze. Oltre alla comunione di cibo e bevande, ci sono spesso rituali calmanti, come la combustione di erbe purificanti, la meditazione, la definizione di intenzioni o la seduta con un altare di oggetti significativi.

Non si esprimono giudizi e non si offrono consigli: il cerchio è uno spazio sicuro per ascoltare ed essere ascoltate. Lo scopo non è quello di risolvere i problemi: per tante, questo può essere un sollievo

Non c'è un modo prestabilito di gestire i circoli femminili e i rituali di ognuno sono diversi. I circoli femminili possono essere qualsiasi cosa vogliate che siano.

Non ci sono vincoli legati all’età o all’estrazione sociale: ogni esperienza è valida e preziosa

Tutte le persone che si identificano come donne sono le benvenute
Tutte le persone che si identificano come donne sono le benvenute

Le donne che ospitano circoli sono sempre più numerose. Gemma Brady, fondatrice di Sister Stories, da anni si occupa della formazione delle donne che ospitano i circoli e negli ultimi tempi ha registrato un decisivo aumento dell'interesse.

La potenza del non fare

I cerchi delle donne sono spazi sicuri, in cui vige il vincolo di riservatezza riguardo a quello che si dirà. L’ascolto basta: la cosa più importante che possiamo fare per gli altri membri del circolo è esserci e riflettere, non agire, in netto contrasto con il dover fare costante a cui siamo invece abituati. Vivere in modo ciclico, come in molti cerchi si prova a fare, vuol dire rendersi conto dei nostri periodi di energia ma ancora di più di quelli in cui abbiamo bisogno di riposo e di rinnovarci. I cerchi ci aiutano a capire e onorare i nostri ritmi. Per esempio, molti circoli sono legati alle fasi lunari e al ciclo mestruale:

Invece di continuare a comportarsi normalmente durante il ciclo mestruale - o di cercare di ignorarlo del tutto - le donne sono incoraggiate a riposare e a onorare un momento di cambiamento naturale del corpo

Inoltre, l’atto stesso di partecipare a un cerchio corrisponde a dedicare del tempo alla cura di sé.

All’interno di questi spazi inclusivi di accoglienza, si posiziona in primo piano la nostra capacità di provare emozioni, troppo spesso quotidianamente nascosta come sintomo di vulnerabilità. In più, l’esercizio alla ricezione ci fa entrare in interconnessione con tutte le cose, risvegliando la cura che è dietro a ogni attivismo.

Durata, modalità, tempistiche, tematiche: tutto è deciso dal gruppo, che si accorda in base alle proprie esigenze, ed esercitando una leadership collettiva

Secondo una ricerca etnografica sui circoli femminili, Women's Circles and the Rise of the New Feminine, i circoli rappresentano per un numero crescente di donne che provengono da contesti diversi luoghi di sorellanza, solidarietà e dissenso.

Questi gruppi hanno una durata naturale e, anche quando vacillano o si sciolgono naturalmente, fanno la differenza per chiunque si sia presentata. Al silenzio, si propone un progetto collettivo di cura radicale.

I circoli, insomma, rappresentano l’esercizio continuo di un amore incondizionato, e di una cura libera da schemi o preconcetti. Una richiesta forte di un nuovo paradigma all’interno delle nostre strutture sociali, che rischia di essere qualcosa di più che una moda passeggera

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