Carminella, l’associazione di Roma che promuove l’integrazione delle donne migranti

Carminella è una scuola di lingua italiana per donne straniere situata a Roma e si costituisce come associazione di promozione sociale nata per rispondere all’esigenza di stare accanto alle persone che si trovavano a vivere una doppia discriminazione in quanto donne e in quanto migranti

Nonostante rappresentino più della metà della popolazione straniera presente in Italia, le donne continuano a vivere una situazione di invisibilità sociale. Arrivate nei nuovi Paesi, le abitudini del vivere quotidiano vengono stravolte: comprendere un cartello, compilare un modulo o leggere una prescrizione medica diventano ostacoli che possono trasformarsi in un problema di integrazione.

Carminella è un punto di incontro e formazione per le donne migranti che si trovano a fare i conti con una realtà diversa rispetto al loro paese d’origine e devono scontrarsi con la prima barriera che le divide dall’integrazione: la lingua.

Il metodo educativo di Carminella

Quest’anno le iscrizioni al corso di lingua italiana L2 per stranieri hanno subito un’impennata con 75 richieste. A raccontarlo a The Wom è Clara Santini, vicepresidente dell’associazione Carminella. L’elevato numero di donne iscritte ha portato a una riorganizzazione ed espansione del team di docenti: oggi sono sette e a loro si aggiungono le mediatrici culturali, figure fondamentali per facilitare l’apprendimento.

Gli spazi di Associazione Carminella, a Roma
Gli spazi di Associazione Carminella, a Roma

Santini ci tiene a precisare che le lezioni di Carminella seguono un metodo educativo specifico, non sono lezioni improvvisate prendendo tra le mani un libro qualsiasi di grammatica italiana.

Siamo tutte docenti specializzate con diploma per l'insegnamento della lingua italiana a stranieri. Nonostante la gratuità ci teniamo tantissimo alla qualità del servizio

La storia di Carmina dà il nome all'associazione

L’associazione nasce nel 2013: del nucleo fondativo fa parte anche Maria Rosaria Bianchi, psichiatra e psicoterapeuta e attualmente presidente di Carminella. «La presidente lavorava all'ospedale psichiatrico-giudiziario di Aversa e negli archivi dell'opg trovò una cartella clinica degli anni Quaranta con la storia di una bambina di 9 anni di nome Carmina, rinchiusa in manicomio e assistita dalle suore perché violentata», spiega Santini.

Per portare alla luce questa storia trovata in un archivio, viene deciso di coniare un vezzeggiativo a risarcimento postumo, ma mai inutile se se ne fa memoria. Quindi da Carmina è diventato Carminella

Dal corso di italiano ai progetti

L’attività principale di Carminella sono i corsi di italiano, ma a questi si affiancano varie attività che contribuiscono alla creazione di reti e legami.

Santini parla dell’eterogeneità che caratterizza i vari corsi: «ci sono situazioni completamente diverse: si passa da persone che faticano a tenere la penna in mano a livelli di comprensione C1, quindi donne che hanno una grande padronanza della lingua con cui si lavora sulle sfumature di significato». Per ogni livello il percorso è diverso, ma la cosa fondamentale è il rapporto interumano.

Gli spazi di Associazione Carminella, a Roma
Gli spazi di Associazione Carminella, a Roma

Carminella è partita subito con una scuola di lingua italiana per donne straniere e poi, piano piano, sono nate altre iniziative

Dal laboratorio di scrittura creativa e collaborativa alle visite in giro per Roma alla scoperta della città, dai corsi di teatro fino alle lezioni di arte: a queste attività si aggiunge anche la fondazione della biblioteca antirazzista, creata grazie a una donazione di libri sul colonialismo italiano, fatta dalla Fondazione Basso.

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L’impegno di Carminella per favorire l’integrazione delle donne straniere non si ferma qui, infatti non si investe solo nell’alfabetizzazione, ma anche nell’ingresso nel mondo del lavoro.

Corsi professionalizzanti per trovare lavoro

Grazie a una donazione fatta da un’azienda di Milano, che ha riposto fiducia nei progetti di Carminella, l’associazione ha deciso di «reinvestire il denaro in corsi professionalizzanti per le donne», dice Santini. Si instaura così un circolo virtuoso: le donne che dimostrano interesse nell’intraprendere una carriera lavorativa vengono aiutate attraverso corsi e una volta ottenuto un lavoro, restituiscono, senza interessi e senza tempi stretti, una parte dei costi sostenuti da Carminella. In questo modo danno la possibilità ad altre donne di usufruire di questa agevolazione.

L’Angolo di ascolto per capire le esigenze delle donne

Fiore all’occhiello di Carminella è l’Angolo di ascolto. A raccontarci come nasce questa iniziativa è Marina Riefolo, operatrice specializzata CAV (centri antiviolenza) e responsabile di questo servizio. «L'Angolo di ascolto è nato come risposta a tutte le richieste che come insegnanti ricevevamo da parte delle donne che venivano da noi a scuola, sia di condivisione di vissuti che come ricerca di informazioni. All'inizio era qualcosa di non strutturato e informale, poi si è concretizzato nel progetto dell'Angolo di ascolto». Marina Riefolo insieme ad Adriana Borgioni, anche lei operatrice specializzata nei CAV e socia fondatrice dell'associazione, si sono messe in ascolto delle esigenze delle donne.

Una locandina dell'Angolo di ascolto
Una locandina dell'Angolo di ascolto

Riefolo spiega che:

Quando c'è stata la pandemia le donne mi scrivevano sulla chat di classe e vedevo che c'era tanta voglia di comunicare

Quindi, vista questa necessità, è stata istituita una linea di ascolto a cui si sono rivolte tante donne della scuola, ma non solo. Riefolo dice che le donne «si rivolgevano a questa linea di ascolto semplicemente per compagnia; avevano voglia di parlare con qualcuno perché erano portatrici di grandi solitudini, donne che spesso lavoravano e le cui famiglie erano in India, in Moldavia o in altri paesi».

Cosa viene chiesto all'Angolo di ascolto

Da Carminella si sono rese conto dell'importanza di questo servizio e «quando è finita la pandemia la helpline, che aveva quello scopo specifico di supporto, è stata chiusa e abbiamo pensato a qualcosa di più strutturato».

Gli spazi di Associazione Carminella, a Roma
Gli spazi di Associazione Carminella, a Roma

Le richieste sono varie: dalle informazioni di vario tipo sul sistema scolastico italiano, magari per i figli fino a domande su come funziona il sistema sanitario nazionale e come si accede a determinati servizi; ma anche richieste su corsi di formazione e lavoro. Riefolo racconta che «ci sono state anche storie un po' più drammatiche in cui poi sono emerse situazioni legate a contesti di violenza».

Le dinamiche di approccio all’Angolo di ascolto sono diverse, soprattutto nei casi più delicati si deve creare un legame continuativo con le donne, basato sulla fiducia. Ci sono situazioni in cui «le donne vengono a chiedere un'informazione e ricevono una singola risposta oppure, in casi particolari, vengono orientate verso un servizio più specifico».

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