La lotta non ha età: chi sono le “Anziane per il Clima”, che hanno reso la tutela ambientale un diritto inviolabile

Il 9 ottobre la CEDU, Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, ha condannato la Svizzera per violazione di un diritto fondamentale previsto dalla Convenzione Europea. Merito delle "Anziane per il Clima", un gruppo di donne agguerrite che si sono unite per portare avanti una battaglia di tutti
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Le nuove generazioni salveranno il pianeta”, è lo slogan che da tempo ormai accompagna gran parte degli appelli legati alla lotta al cambiamento climatico. E se è vero che è stata per prima una giovanissima attivista - la svedese Greta Thunberg - a intraprendere una crociata che ha portato, nel corso degli anni, migliaia di persone in piazza, è altrettanto vero che a ottenere una sentenza storica in questo senso è stato un gruppo di anziane signore. Nello specifico, le “Anziane per il clima”, così si sono ufficialmente ribattezzate, cui lo scorso 9 aprile la CEDU, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, ha dato ragione condannando la Svizzera per violazione dei loro diritti.

L’associazione KlimaSeniorinnen, di cui fanno parte circa 2.500 donne di età superiore ai 64 anni, ha infatti portato la Svizzera davanti alla CEDU accusandola di violazione del diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, disciplinato dall’articolo 8 della Convenzione Europea. Le anziane signore hanno sostenuto a gran voce e in sede giuridica che il loro Paese non ha fatto e non sta facendo abbastanza, a livello legislativo e amministrativo, per tutelarle dalle ondate di calore e dalle pesantissime ricadute sulla salute e sulla qualità della vita provocate dal cambiamento climatico. E la Corte Europea ha concordato con loro, decretando che la Svizzera, di fatto, viola i diritti delle donne più anziane, riconoscendo all’associazione lo status di vittima.

Ma chi sono davvero le “Anziane per il Clima”?

Chi sono le "Anziane per il Clima"

L’associazione, come detto, conta su circa 2.500 iscritte, tutte donne svizzere e con più di 64 anni. La decisione di riunirsi in un’associazione è stata presa per riuscire a portare la battaglia al livello più alto possibile: poiché solo le persone con un interesse degno di protezione possono sporgere denuncia, la forma associativa ha consentito di fare una sorta di “class action”, invece di personalizzare la procedura legale. E siccome le donne anziane soffrono particolarmente dei sempre più intensi e frequenti periodi di canicola, hanno deciso di diventare il manifesto della protesta, supportate da GreenPeace.

«Ovviamente siamo consapevoli che anche uomini anziani, persone malate e i bambini piccoli sono esposti alle nefaste conseguenze delle ondate di calura e degli altri effetti del cambiamento climatico - spiegano le KlimaSeniorinnen - Incentrando però la denuncia sulla comprovata maggiore incidenza della nocività su noi donne in età aumentiamo le possibilità di successo della causa intentata, il che andrà a vantaggio di tutti».

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L’iniziativa ha avuto successo. Per la prima volta nella storia, grazie all’iniziativa di un gruppo di donne con un’età media di 73 anni, la Corte di Strasburgo ha condannato un Governo per la mancata azione nei confronti dei cambiamenti climatici, stabilendo ufficialmente l’obbligo di adottare misure concrete ed efficaci per ridurre le emissioni e raggiungere la neutralità entro i prossimi 30 anni, così come previsto dagli Accordi di Parigi. Allo stesso tempo ha aperto le porte a un concetto ancora più importante: vivere in un ambiente sano è un diritto umano fondamentale e sostanziale, e se lo Stato non lo garantisce è chiamato a risponderne. La protezione del clima viene quindi riconosciuta come diritto umano, e inclusa a tutti gli effetti tra i compiti dei 46 Stati che rappresentano 676 milioni di cittadine e cittadini nel Consiglio d’Europa.

«Il cambiamento del clima causa già oggi danni immensi - sottolineano le "Anziane per il Clima" sul sito ufficiale - Minacciosi periodi di siccità, frane e inondazioni saranno presto la normalità se non agiamo subito. Malgrado i dati scientifici, la Svizzera e la maggior parte degli altri Paesi non fanno abbastanza per scongiurare le catastrofi. Gli Stati stanno violando dei diritti fondamentali e sempre più persone in tutto il mondo intraprendono le vie legali. Si tratta di difendere un futuro vivibile, senza collasso climatico».

Le "Anziane per il Clima", insomma, oltre a fare la storia sono destinate a entrarci. E su di loro è già stato girato un documentario, “Trop Chaud”, disponibile gratuitamente online a partire da ottobre 2024: 70 minuti in cui viene raccontata l’impresa delle KlimaSeniorinnen, che continuano intanto a cercare nuove militanti per portare avanti la loro battaglia. 

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