Perché Irina Karamanos sta (finalmente) mettendo in discussione la figura della first lady

Irina Karamanos, 32 anni, è scienziata sociale, antropologa e attivista femminista e politica. Da tre anni è compagna di Gabriel Boric, neo eletto presidente del Cile, e ha da subito messo in chiaro che non sarà né "first lady" né "primera dama"

Non "first lady", non "primera dama", men che meno "fidanzata del presidente": Irina Karamanos è prima di tutto una donna, poi è un’attivista femminista, politica e antropologa, infine è la partner di Gabriel Boric, 35 anni, il candidato di sinistra che lo scorso 19 dicembre è stato eletto nuovo presidente del Cile sconfiggendo al ballottaggio il rivale di estrema destra.

Karamanos di anni ne ha 32, e, stando a quanto riportato dai media locali, è al fianco di Boris da tre. Una relazione alla pari, in cui entrambi hanno le idee chiare e condivise: Irina non si fregerà del titolo canonico di "first lady", o "primera dama", perché quella «è una posizione che merita di essere ripensata. Siamo in tempi diversi - ha chiarito - molte cose sono cambiate e quindi dobbiamo ripensare al potere e ai rapporti che ne derivano». Parole che non devono cogliere di sorpresa, tenuto conto del ruolo rivestito da Irina nella campagna elettorale, della sua formazione e degli studi, approfondimenti e tavoli di lavoro organizzati sui temi dei diritti delle donne e parità di genere.

Chi è Irina Karamanos

Figlia di Jorge Karamanos, insegnante ed ex leader della comunità greca in Cile, e di sabine Adrian, figlia di immigrati tedeschi che ha lavorato al Goethe-Institut, Karamanos ha una carriera accademica notevole. Scienziata sociale, ha studiato antropologia, scienze dell'educazione, management culturale, educazione civica, arti visive e diritti linguistici all'Università di Heidelberg, in Germania, e in precedenza ha studiato Arti visive all'Università del Cile. Esperienze che l’hanno portata oggi a parlare quattro lingue: spagnolo, tedesco, greco e inglese.

Coordinatrice di Abrecaminos, una piattaforma di advocacy politica per le donne, le diversità sessuali e di genere, dal 2016 è membro del Movimento Autonomista, che nel 2018 è entrato a far parte di Convergencia Social (in cui Irina riveste il ruolo di leader nazionale del fronte femminista). Proprio durante questa esperienza ha conosciuto Boric, con cui ha condiviso il percorso che alla fine lo ha portato alla vittoria alle presidenziali. 

Il ruolo di Irina Karamanos nella vittoria di Gabriel Boric

Il contribuito di Irina è stato fondamentale: considerata la consigliera politica di Boric, per i media locali ha giocato un ruolo indispensabile nella raccolta delle 34.000 firme necessarie per registrare la sua coalizione nella lotta elettorale che lo ha portato al Palacio de La Moneda: «Con Gabriel facciamo parte dello stesso progetto politico, condividiamo convinzioni e speranze concrete per contribuire alla costruzione di una società alternativa - ha detto al quotidiano cileno La Tercera - Questo è l'orizzonte e la principale responsabilità oggi». 

Idee e punti di vista che Karamanos non ha mai nascosto, ben lungi dall’essere la figura femminile nelle retrovie, quella che accompagna il marito potente restando sempre un passo indietro o, se al suo fianco, relegata a ruoli di rappresentanza. Irina ha dichiarato di essere favorevole alla legalizzazione delle droghe leggere e al diritto di voto già dai 16 anni, ha proposto che la sinistra affronti il tema del crimine organizzato e della sicurezza (tradizionalmente una bandiera della destra in Cile), ha scritto e discusso pubblicamente e sui media di parità di genere e ruolo delle donne in politica, lavorando affinché alle questioni femministe fosse dedicata una buona fetta di programma e campagna elettorale.

L’appoggio del compagno e la promessa: «Quella che arriva è una grande sfida»

Non sorprende dunque che Karamanos non solo non voglia fregiarsi del titolo di first lady, ma lotti affinché venga di fatto abolito, quantomeno nella sua accezione più classica: quella in cui a definire una donna non sono preparazione, esperienza accademica e professionale e lavoro svolto, ma il legame con chi ricopre la carica di presidente. E Boric è con lei: «Il suo nome è Irina Karamanos - ha detto - Nello Stato non dovrebbero esserci posizioni legate a legami o relazioni con il Presidente». 

Per questo, Irina e Gabriel restano due giovani di poco più di 30 anni che da tre stanno insieme e che condividono oltre che la vita anche una visione politica e sociale e il desiderio di metterla in pratica con gli strumenti che hanno a disposizione. Non sfuggono a domande sulla loro relazione né evitano interazioni di tipo personale, ma lavorano insieme, partner nella vita e sul lavoro

Karamanos  ha riassunto il suo stato d’animo post elezione condividendo una foto che la ritrae sulla spiaggia, occhi negli occhi con Boric: «L’emozione è travolgente, tanto orgoglio e responsabilità per costruire un Paese giusto, dignitoso e diversificato. Questa bellissima vittoria è fatta con milioni di mani e speranze. Continuiamo insieme, che quella che sta arrivando è una grande sfida». Non solo politica.

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