La premier Sanna Marin e il “decoro istituzionale”: perché ballare non può essere un problema

05-09-2022
Laura Libbi
Di recente, è stato diffuso un video in cui la premier finlandese Sanna Marin è ripresa durante una festa. Marin è stata accusata da parte dell'opinione pubblica finlandese di aver fatto uso di sostanze illegali, e in generale di aver avuto una condotta poco raccomandabile per la carica che ricopre. Gli Italiani si sono pronunciati in merito, evidenziando come, nel nostro Paese, essere donna ed essere giovane siano una colpa, soprattutto se si è ottenuto il potere. Ecco perché non può essere così

Sanna Marin, che nel 2019 è diventata la più giovane tra ə leader di governo in carica al mondo e oggi ha 36 anni, è stata al centro di recenti polemiche dopo la diffusione di un video che la ritrae durante una festa privata. All’evento, avvenuto lo scorso 6 agosto, sarebbe stata ripresa in un atteggiamento “troppo esuberante” per unə premier, che l’ha esposta a critiche e accuse di aver fatto uso di sostanze stupefacenti.

Al video della festa è seguita la condivisione di un secondo video: Marin è ripresa con il cantautore Olavi Uusivirta nel privé di un noto club di Helsinki, anche lì in un momento di svago e divertimento.

Un video condiviso senza consenso e la gogna mediatica

Dopo la diffusione dei video - con relative accuse - e la richiesta esplicita da parte del leader dell’opposizione, la premier si è sottoposta volontariamente e a proprie spese a un test antidroga. Come ha dichiarato la funzionaria Iida Vallin al quotidiano Helsingin Sanomat, il test completo è in grado di rilevare l’eventuale presenza di anfetamine, barbiturici, cannabis, destropropossifene, cocaina, metadone e una serie di altri narcotici.

Il test è stato effettuato il 19 agosto e non ha rilevato sostanze stupefacenti

Nella conferenza dello scorso 24 agosto, la premier ha smentito la voce secondo cui alla festa sarebbero circolate le suddette sostanze, come era stato riportato da alcuni media. Marin ha dichiarato inoltre che la sua capacità di prendere decisioni importanti non era stata compromessa:

Il Consiglio di Stato è sempre operativo, e le riunioni non vengono convocate nel cuore della notte. Ma in caso di necessità sono sempre pronta a lavorare

La premier Sanna Marin durante la conferenza stampa del 24 agosto
La premier Sanna Marin durante la conferenza stampa del 24 agosto

Le critiche e il doppio standard: le donne fanno paura

La polemica ha superato i confini nazionali e la premier è stata criticata anche in Italia. Tra le accuse principali c’è senz’altro l’ammissione che sì, pur non essendo illegale ballare e cantare a una festa, esisterebbe un’etichetta che difende il decoro istituzionale e che impone che, per chi ricopre ruoli così importanti, atteggiamenti del genere siano da condannare.

Rappresentano un eccesso, la manifestazione di debolezze con il conseguente crollo della fiducia dell’opinione pubblica nel ruolo e, soprattutto, una deviazione da ciò che ci si aspetta: uno spaventoso sottrarsi a questo tipo di controllo

La premier Finlandese Sanna Marin, una delle poche donne giovani a ricoprire un ruolo apicale nei go
La premier Finlandese Sanna Marin, una delle poche donne giovani a ricoprire un ruolo apicale nei governi europei

Arwa Mahdawi, giornalista del Guardian, ha dichiarato apertamente l’applicazione del doppio standard sessista nel giudizio di questa vicenda: nel caso di atteggiamenti poco decorosi tenuti da uomini che ricoprono ruoli istituzionali importanti, tendiamo a scandalizzarci meno, quasi fosse normale. «Boys being boys», sembriamo dirci.

Siamo abituati a credere che una donna che dichiari esplicitamente, come ha fatto Sanna Marin, di cercare gioia, luce e divertimento, possa essere inaffidabile. Una persona frivola, egoista e poco ferma.

Tutto ciò che per un uomo è indice di carisma e versatilità o, nel peggiore dei casi, viene definito come “umano sbagliare”, per una donna diventa un problema

Una donna che balla, rumorosa e sensuale, è un tipo di donna. E questo tipo di donna non deve avere alcuna tangenza con la persona che guida il paese, ma neppure con il ruolo di madre o con il ruolo di dirigente nel nostro ufficio il lunedì mattina. Le donne devono scegliere.

In più, una donna che guida il Paese è un’eccezione talmente clamorosa che deve dimostrare di essere diversa da tutti gli altri, con la completa abnegazione per il ruolo di potere che le è stato concesso e, di fatto, non deve dedicarsi a niente altro, neanche alla propria gioia. Ne giudicheremo severamente condotta e abbigliamento.

Eppure, ha affermato la premier:

Non ho perso un solo giorno di lavoro, non ho lasciato un solo compito ancora da svolgere e non lo farò nemmeno in mezzo a tutto questo

La colpevolizzazione a tutti i costi

Persino di fronte alla smentita ottenuta con il test, Marin è stata criticata: avrebbe dovuto selezionare meglio le persone di cui si circonda e dalle quali sarebbero trapelati i video, o perlomeno non esporsi così alla possibilità di essere ripresa e criticata.

Per l’ennesima volta, insomma, le donne sono responsabili dello sguardo severo con cui le giudichiamo, nonché dei torti che ricevono

Se difendono il diritto ad avere un privato devono aspettarsi di difendere anche la possibilità che venga violato: a costo di rinunciare a viverne uno per la propria sicurezza.

A seguito della vicenda, sui social si è diffusa spontaneamente un’ondata di solidarietà con la premier, dove milioni di donne in tutto il mondo hanno condiviso video che le ritraggono in momenti di gioia e di ballo spensierato: le donne sono anche questo.

Tutte le donne, anche le donne in politica. Contro i pregiudizi di genere e generazionali, ha aderito al trend Alexandria Ocasio-Cortez, che nel 2018 è diventata a 29 anni la donna più giovane eletta alla carica parlamentare nella storia statunitense.

Anche Hillary Clinton - già senatrice per lo Stato di New York e segretaria di Stato dal 2009 al 2013 - è scesa in campo per Sanna Marin, invitando la premier a continuare a ballare e facendolo lei stessa a margine di un incontro tra leader mondiali.

Le dimostrazioni pubbliche a supporto di Sanna Marin confermano che il decoro istituzionale non può essere più severamente valutato quando riguarda la condotta femminile e, sopratutto, che la libertà di vivere i propri momenti di svago e divertimento non intacca assolutamente le competenze. Uno stereotipo di genere da contrastare e ancora concreto nella vita quotidiana delle donne.

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