Mascolinità tossica: perché gli uomini in gruppo “tollerano l’intollerabile”

08-08-2022
Laura Libbi
Come cantava Mia Martini nella sua canzone Gli uomini non cambiano, "ho scoperto con il tempo e diventando un po' più dura che se l'uomo in gruppo è più cattivo quando è solo ha più paura": una frase significante che, anche in musica, riesce a spiegare bene i fattori psicologici che possono esprimersi nei raggruppamenti di individui maschili, dando luogo a comportamenti discriminatori e profondamente legati a stereotipi culturali ben radicati

Ne sono un esempio i recenti casi di molestie denunciati durante il raduno degli Alpini a Rimini e San Marino e la Boiler summer cup che è impazzata su TikTok: casi emblematici che testimoniano la pervasività della cultura dello stupro e permettono di comprendere meglio le dinamiche che si innescano in gruppo e legittimano violenze e discriminazioni per ottenere validazione e appartenenza.

Cosa è successo al raduno degli Alpini

Tra il 5 e l’8 maggio scorso si è tenuta a Rimini e a San Marino l’adunata annuale del corpo militare italiano degli Alpini. Dopo l’evento, grazie a un effetto domino e alla protezione di associazioni come Non una di meno, che hanno offerto sostegno legale e psicologico, sono emerse più di 500 testimonianze di donne che, durante la manifestazione, hanno ricevuto molestie fisiche e verbali. Il caso ha avuto una forte risonanza mediatica. L’unica denuncia formalizzata è poi stata archiviata per impossibilità di identificare i soggetti del reato. Tuttavia, questo non dimostra in alcun modo che la molestia non sia avvenuta.

La quantità e la gravità di testimonianze, emerse anche riguardo a precedenti adunate, sono state accompagnate da criticati tentativi istituzionali di escludere ogni relazione tra il corpo militare e le molestie

La stessa Associazione Nazionale Alpini (ANA), ha prima sostenuto l’ipotesi che le molestie potessero essere state messe in atto da persone esterne al corpo ma vestite con cappelli e altri gadget in vendita alla parata, e ha poi definito le molestie come fisiologici episodi di maleducazione, inevitabili quando si concentrano in una sola località centinaia di migliaia di persone per festeggiare.

Il dato statistico a cui fa riferimento l’associazione, per cui in mezzo a tante persone qualcuno si comporterà male, è smentito dalla grande quantità di storie di molestie emersa che sembrano, piuttosto, definire una norma.

Tuttavia, la dichiarazione individua un fattore importantissimo: l’azione comune di singoli appartenenti a un gruppo preciso e numeroso di persone

Nel dibattito mediatico che è seguito ai fatti si è parlato spesso del buon nome del corpo, quindi di un gruppo che ha una reputazione autonoma, infangato dal comportamento di singoli. In realtà, provando a ribaltare la questione, emerge un chiaro problema di maschilismo e sessismo sistemico e culturale all’interno del corpo degli Alpini: la causa capace di influenzare il comportamento dei singoli.

La boiler summer cup: di cosa si tratta

Un esempio diverso di comportamento del singolo indotto dal gruppo può essere rappresentato dall’ultima challenge impazzata sui social con il nome di boiler summer cup. In questo caso il gruppo è rappresentato dalla community, che definisce regole di comportamento – con annessi punteggi – che non avrebbe senso mettere in atto se non, appunto, in relazione al giudizio e all’approvazione del gruppo.

La modalità di partecipazione al campionato è semplice: bisogna adescare ragazze che pesano 80kg o più e che vengono chiamate boiler, scaldabagno, con uno sfoggio quasi orgoglioso di grassofobia interiorizzata. Maggiore è il peso corporeo delle ragazze e più il punteggio sale – se poi si riesce a farle andare in crisi diventando virali, si acquistano punti crudeltà. Il tutto, infatti, viene documentato e registrato senza alcuna richiesta di consenso alle ragazze. Cosa si vince? Un ingresso in discoteca ma, soprattutto, il sì del gruppo.

Le ragazze vittima della challenge vengono registrate senza alcuna richiesta di consenso
Le ragazze vittima della challenge vengono registrate senza alcuna richiesta di consenso

Come sempre, tuttavia, quello dell’approvazione è un finto premio, che cela la minaccia ben più concreta di essere esclusi.

I comportamenti maschili, infatti, sono soggetti a regole stereotipate e ben definite, presentate come immutabili e perpetrate proprio dal gruppo

L’omofobia e la misoginia interiorizzate nella nostra società attribuiscono un forte valore virile alle doti di conquistatore del maschio, che in questo caso vengono, almeno sulla carta, scollegate dall’idea di piacere e dispiegate come banale sfoggio di potere.

L’approvazione del gruppo influenza moltissimo i comportamenti maschili, che da un lato si sentono protetti da una identità collettiva che ha valori e idee molto più forti di quelle del singolo, dall’altro minimizza le inibizioni e le esitazioni personali.

La violenza sessuale di gruppo, per esempio, viene trattata in maniera specifica nel codice penale italiano. Dei tanti casi, il più recente è avvenuto a Cuneo, dove un branco ha adescato e violentato due ragazze quindicenni in una piscina comunale, in pieno giorno

La forza del gruppo

Come dimostrato dagli esempi riportati, l’uomo si sente protetto e autorizzato dal gruppo. Anzi, è lo stesso gruppo che induce a modificare i propri valori o concetti etici individuali, operando invece quelli del gruppo.

È il gruppo che te lo chiede, pena sottrarsi a quella verifica di virilità che bollerebbe senza rimedio l’individuo come non uomo abbastanza

L’identità sociale, infatti, definisce i comportamenti di persone che si sentono accomunate da un’identità collettiva basata sull’appartenenza alla medesima categoria sociale. In questo modo, le differenze tra i membri del gruppo vengono minimizzate, mentre le differenze con altri gruppi evidenziate.

Non è raro che un individuo assuma in gruppo comportamenti molto diversi da quelli che assumerebbe se fosse da solo

Alcuni esperimenti hanno dimostrato come l’individuo tenda ad agire in base all’azione del gruppo di appartenenza, anche a discapito delle proprie convinzioni, col fine di essere più sicuro nella definizione di sé in base all’identificazione con il gruppo. Il comportamento viene in questo modo normalizzato.

Questo meccanismo non ha per forza una connotazione negativa: l’appartenenza, infatti, può in alcuni casi portare a una condotta migliore, o a compiere azioni di sostegno e solidarietà

Ciò che influenza i comportamenti sociali negativi nei gruppi di genere maschile è, piuttosto, l’insieme di stereotipi culturali sui ruoli di genere:

sono le aspettative sociali a definire cosa ci si aspetta da un uomo, sulla base di stereotipi di virilità che cambiano continuamente, ma che impariamo a considerare come dogmi immutabili ed eterni

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